Splendida Petra

La Slovacchia è un paese piccolo - 5 milioni e mezzo di abitanti - e relativamente giovane, essendo nato nel 1993; per di più, non ha una gran tradizione negli sport invernali, se si eccettua forse l'hockey, in cui qualche titolo è stato pur conquistato. Tuttavia, non credo di esagerare se dico che una giovane sciatrice slovacca sta scrivendo un pezzetto della storia sportiva del suo Paese: naturalmente parlo di Petra Vhlova.
Petra non è la prima slovacca a mettersi in luce nella Coppa del Mondo di sci, poiché è stata preceduta di qualche anno dalla fortissima slalomista Veronika Zuzulova, 5 vittorie in CdM, da poco ritiratasi dalle competizioni. Ma la sensazione é che qui siamo di fronte ad un personaggio di consistenza ben maggiore: in primis, perchè di vittorie Petra ne ha già collezionate 6, ed in specialità diverse (oltre allo slalom, in gigante e in parallelo), e in secundis perchè la ragazza ha già raggiunto questi traguardi a soli 23 anni. E, non dimentichiamolo, tutto ciò nel pieno dell'era Shiffrin.
E questa sembra essere, in un certo senso, la maledizione di Petra Vhlova: doversi confrontare con una coetanea che passerà, anzi forse è già passata, alla storia come la più straordinaria "serial winner" delle nevi. Però Petra va dritta per la sua strada e sembra aver costruito una bella corazza psicologica intorno al proprio fisico da granatiera: non è solo forte fisicamente, lei, come può esserlo una stangona di oltre un metro e 80, ma sembra solidissima anche di testa. Perchè arrivare 5 volte di seguito al secondo posto in slalom, sempre dietro a Lei, la Reginetta americana, come è accaduto in questa prima parte di stagione, avrebbe fatto ammattire anche la più sana di mente. E Petra sicuramente non ha fatto i salti di gioia: però si è messa nella disposizione d'animo giusta, quella di chi è sempre lì e sa che al primo spiraglio utile si potrà infilare. D'altra parte, sul suo profilo Instagram, si definisce "girl with big dreams": ambiziosa, dunque, e tenace. La sua intelligenza è stata nel non mettersi all'inseguimento diretto di Mikaela, ma fare il proprio percorso, guardando a se stessa. E mai come quest'anno, in effetti, sta dando filo da torcere alla supercampionessa. Non che la leadership dell'Americana sia seriamente messa in discussione, quando mai: la sensazione è che Mika possa sempre accelerare quando le pare, crescere ancora quando e come vuole. Ma Petra le è arrivata più di una volta a centesimi, invece delle quintalate di secondi di certi momenti del passato, e nelle ultime due gare su tre... be', l'ha battuta.
Sonoramente, nel gigante di Semmering, che ha fatto esplodere di gioia mezza Slovacchia. Nonostante la scarsa tradizione sciisitica del suo Paese, infatti, Petra gode in patria di una amplissima popolarità, come testimoniano le centinanaia di congratulazioni che ha conquistato proprio in occasione di questa vittoria, a suo modo, storica, essendo la prima di uno slovacco (maschio o femmina) nella disciplina che è considerata la base di tutte le altre.
Ma quel giorno la Shiffrin le ha buscate non solo da Petra, essendo addirittura scivolata giù dal podio della specialità che, per qualche oscura ragione, la vede meno vincente (per quanto le abbia regalato un titolo olimpico, sia chiaro). In un certo senso, quindi, la soddisfazione per Petra è stata enormemente più grande e più profonda qualche giorno dopo.
Primo gennaio. Oslo. Collina di Holmenkollen, tempio dello sci nordico, area di decelerazione del trampolino trasformata per l'occasione in una pista di sci. Pendio un po' insulso per uno slalom parallelo che vive solo nell'attesa di incoronare per la 50-e passa-esima volta la Regina delle Nevi. E invece...
Mikaela supera i turni un po' di riffa e di raffa, mentre Petra è una macchina da guerra. Sguardo feroce e determinazione a mille. Si ritrovano in finale loro due, contro. E Petra vince la prima run. E poi anche la seconda. E si porta a casa il bottino pieno. Lasciando a masticare amaro una Shiffrin che vorrebbe vincere sempre. Ma qualche volta trova sulla sua strada una tosta. E Petra è proprio questo: tostissima. Sicuramente classe non paragonabile, ma grinta, caparbietà, determinazione e ambizione la sorreggono. Per realizzare " big dreams", come sta facendo... "and even bigger", come forse farà nei prossimi anni.
