La "forza" perduta di Kiki
Dopo il pieno di tennis dell'US Open, complice l'inizio dell'attività lavorativa "vera", mi sono presa una piccola pausa, anche se ho continuato a pensare e produrre storie, sulla scia dell'ultimo Major della stagione. Prima di una rievocazione di quei dì, tuttavia, torno a dar segnali di me con una riflessione suscitatami dalle vicende dell'ultima settimana: in particolare, l'ennesimo rovescio di Kristina - Kiki- Mladenovic.
Nei mesi scorsi la attuale numero 1 di Francia aveva fatto molto parlare di sè, vuoi per le polemiche accese, vuoi per la striscia positiva di vittorie, che l'avevano portata molto in alto.
La clamorosa rottura con l'ex (presunta?) amica e compagna di doppio Garcia, le parole al vetriolo contro Maria Sharapova e i privilegi concessi ad una reduce da squalifica per doping, nonchè il battibecco da comari con Sara Errani, inviperita per l'uso della francese di incitarsi in italiano ("Forza!!"), considerato uno sberleffo ai suoi danni, mentre è comune pratica della transalpina: queste le tappe più clamorose della primavera "caliente" della bionda Kiki , che si è procurata così la fama di rompiscatole, attaccabrighe, polemica - secondo alcuni anche invidiosa e antipatica. Sicuramente una combattente, almeno a parole.
Ma
i primi mesi del 2017 l'hanno vista lottare parecchio, e con successo,
anche sui campi da gioco. Dopo una carriera iniziata presto, ma
sorprendentemente ancor avara di titoli, a febbraio finalmente si
sblocca, con la vittoria al Premier di san Pietroburgo. E da lì spicca
il volo, collezionando altre tre finali, due delle quali puttosto
pesanti, a Stoccarda e Madrid. Le perde entrambe, queste ultime, ma
lottando finchè le forze glielo consentono, accrescendo ancor più la sua
fama di "guerriera".
Che si trascina dietro fino a Parigi, al Roland Garros: a cui non acccede tra le favoritissime, ma è indicata da molti come possibile outsider. Nel torneo di casa, ogni partita o quasi si trasforma in uno psicodramma e nello stesso tempo in una bolgia: nel tifo indiavolato dei suoi connazionali, per ben due volte, con la Brady al primo turno e con la Rogers al terzo, Kiki si sfianca in una battaglia estenuante chiusa solo al long set. Arriva così agli ottavi, dove si trova di fronte la campionessa in carica Muguruza. Ancora più tesa e provata di lei, la spagnola finisce per abdicare, tra il tripudio dei transalpini che hanno eletto Kristina, che pure è di famiglia serba e di nazionalità francese un po' per caso, a nuova Marianna.
Troppo per Kiki? Il turno successivo la vede favorita contro Timea Bacsinszky: e tutta la tensione, tutti gli sforzi, tutta la fatica accumulata si fanno sentire, condannandola ad una sconfitta tutto sommato rapida. Al termine della quale, però, Mladenovic appare quasi sollevata: come se finalmente, tutto finito, si fosse levata un gran peso dallo stomaco. Ora la Nazione non le potrà più rovesciare tutte le attese addosso. Ora forse avrà un momento di pace.
La pausa seguita al Roland Garros però è brevissima: e Kiki si ributta subito in campo, sull'erba. Si iscrive a tutti i tornei pre Wimbledon, vince ancora due partite qua e tre partite là, ma qualcosina sembra iniziare a scricchiolare. Infatti la sua corsa a Church Road finisce presto. E' tempo di vacanze, anche per lei. La si attende a nuovi traguardi sul cemento americano.
Ed ecco invece la Kiki che non t'aspetti: non ne azzecca più una: dal secondo turno di Washington, arrivano in serie le sberle al primo turno di Toronto, Cincinnati, New Haven, New York e ora, infine, Tokyo. E quasi tutte contro avversarie non proprio irresistibili. La si vede ormai più spesso in tribuna che in campo, a sostenere le sorti di un Dominic Thiem, che non sembra nemmeno lui in fase brillantissima (ma mai quanto lei!). E, nel frattempo, sembra che pure la vis polemica di Kristina si sia esaurita.
Chi l'ha vista a Tokyo, l'ha trovata spenta. Abulica, distratta, ho letto persino "quasi depressa". Forse le energie fisiche e nervose bruciate nella prima parte dell'anno si sono definitvamente esaurite a Parigi e di sicuro non è giocando tutte le settimane che si possono recuperare. Forse ha anche trovato qualcuno, un bravo ragazzo serio, pacato e razionale, che ha placato un po' i suoi bollenti spiriti, smorzando per ora il suo animo guerriero. Forse ha semplicemente la testa da un'altra parte... A leggere il suo ultimo tweet da New York, "Goodbyes are not the end. They simply mean I will miss you until we meet again💋", sembra che qualcuno le manchi parecchio: e gli indizi per capire di chi stiamo parlando, ci sono tutti.
Speriamo si raccapezzi, Kiki, e ritrovi la sua "forza". Può non piacere a tutti, ma è sicuramente un personaggio e, in questo panorama un po' desolato, ce ne vogliono di tipe toste come lei.

