Finché c'è Vika, c'è speranza
Viktoria Azarenka si giocherà a momenti la sua prima finale WTA, dopo quella che sicuramente le deve essere parsa un'eternità. Parliamo di TRE anni abbondanti, da quel marzo 2016 in cui Vika ottenne il suo ultimo successo. E che successo! Il Premier Mandatory di Miami è considerato uno dei tornei di categoria più alta, poco sotto agli Slam. E per di più con quella vittoria, la bielorussa completava anche il Sunshine Double, con la doppietta Indian Wells-Miami riuscita prima di lei solo a Kim Clijsters e Steffi Graf.
Sembrava, quel doppio trionfo, il prologo di un rientro in grande stile, dopo i tanti guai fisici (soprattutto un problema al piede), che l'avevano letteralmente azzoppata, interrompendone una carriera che era parsa molto promettente sin dalla più tenera età, visti i due Slam Junior conquistati nel 2005. Grazie al Sunshine Double, Vika era rientrata di prepotenza tra le prime dieci al mondo e ci si aspettava un nuovo assalto al Numero Uno detenuto per diversi mesi nel 2012. Poi però la sua presenza si era rarefatta, con apparizioni sporadiche e ritiri all'ultimo momento, intervallati da scarsissimi match portati a termine con successo. Qualche mese di dubbio e di mistero, in cui si pensava che i problemi di salute fossero tornati a tormentarla, e poi la rivelazione piuttosto shock: Vika era rimasta incinta! Probabilmente un fatto del tutto non previsto anche per gli stessi protagonisti, ma comunque accolto con grande gioia.
Il resto della vicenda Azarenka è abbastanza e tristemente noto, grazie alla visibilità mediatica di cui ha goduto suo malgrado. La nascita del piccolo Leo è stata seguita a breve dalla rottura sentimentale tra i suoi genitori, che hanno intrapreso una furibonda battaglia legale per la custodia del bimbo, che ha ovviamente distolto Vika dalla sua carriera, oltre ad averla costretta per molti mesi a rimanere entro i confini della California, lo Stato di residenza, per rispettare le prescrizioni dei giudici e non compromettere le possibilità di tenere il figlio con sé. Impossibile viaggiare per il tour, impossibile allenarsi con continuità. Anche se periodicamente apparivano sui social post incoraggianti, i fatti sembravano sempre volgere al peggio. Vika appariva anche smagrita, quasi smunta, e sull'orlo della depressione.
Ma il suo bambino le ha dato anche la forza per non arrendersi. Per lui, per Leo, sarebbe stata disposta anche a rinunciare alla carriera sportiva, ma la speranza di potersi dedicare ancora all'uno e all'altra per almeno qualche anno non l'ha mai abbandonata. Ed ora finalmente da qualche mese Vika è tornata a girare per il tour con il suo bimbo accanto e a giocare con una certa continuità. Va bene, senza acuti - a parte gli strilli spacca timpani del suo caratteristico e assai molesto grunting! - ma almeno con modalità le più simili possibili a quella di una tennista "normale".
Ed oggi la sua lenta ripresa l'ha riportata in fondo a un torneo. Certo, lei che ha sollevato due trofei Slam, lei che è stata Numero Uno al mondo in piena era Serena, lei che all'epoca è stata capace di tener testa alla stessa Williams e batterla sì poche volte, ma in occasioni importanti, ha dovuto aspettare il piccolo torneo di Monterrey per riassaporare il gusto di una Finale. È solo un International, la categoria più bassa del circuito WTA, però deve essere comunque una sensazione di liberazione quella che ha afferrato Vika in occasione dell'ultimo punto vittorioso della semifinale contra Angie Kerber.
E allora, auguri, Vika: che questo possa essere di nuovo un inizio, l'ennesimo punto da cui ripartire. Comunque vada stasera, di sicuro non perderai la speranza, se non ti ha mai abbandonato in tutto quel che ti è successo. Finché c'è Vika, ...

