Ahi, Maria!

17.05.2018

Chiariamo subito, a scanso di equivoci: la "Maria" in questione non è la Sharapova. E chi allora?

Partiamo da lontano, con un indizio. Diciamo che da un po' volevo scrivere di tennis greco. A questo punto i più bene informati, avranno inuito di quale Maria stiamo parlando: Maria Sakkari, nientemeno. Ma prima di arrivare a lei, una precisazione. Perchè avevo voglia di parlare di tennis greco? Be', perchè questa combinazione è strana, è curiosa, quasi un ossimoro insomma: a nessuno, sentendo la parola tennis, viene subito in mente le Grecia. E viceversa, ovviamente.

Al massimo, ci si può ricordare di un illustrissimo, che ebbe di greco il nome e buona parte del DNA: naturalmente Pete Sampras. Ma in realtà lui era americano in tutto e per tutto. E discorso simile si può fare per la triade australo-greca Philippoussis-Kyrgios-Kokkinakis: appartenente oramai al passato il primo, ancora in rampa di lancio gli altri due, sempre alle prese con infortuni o bizze varie fuori e dentro il campo.

Ma questa volta si parla di Grecia in senso proprio. E allora non si può che far il nome di Stefanos Tsitsipas: sotto i riflettori degli esperti già da un po' per i suoi risultati da junior, il gioco brillante ed il rovescio ad una mano (sempre sia lodato!), com'è noto ha recentemente  goduto di un paio di settimane di gloria quasi autentica anche nel circuito dei grandi. Ha infilato una settimana pressochè magica a Barcellona, prima di schiantarsi sul muro Nadal (ma ci sta), ha rischiato di ripetersi subito dopo ad Estoril, dove si è fermato alla soglie della seconda Finale consecutiva. Ma per i miei standard, il ragazzo è già un po' troppo mainstream, un po' troppo mediatico.

Sicchè, mentre il giovanotto si guadagnava le copertine, l'occhio mi cadeva sulle vicende della sua conterranea, Maria Sakkari, appunto. Che, proprio nella stessa settimana, giocava un torneo da favola ad Istanbul, profittando di una concorrenza non troppo agguerrita, e si issava anche lei ad una semifinale, la prima nel circuito WTA. E, come se non bastasse, conquistava anche il best ranking. Non solo il suo personale, ma il migliore di tutta la storia greca. Ritoccando di un posto quanto ottenuto, indovinate un po'?... da sua madre, Angeliki Kanellopoulou, nel 1987.

Insomma, tennis nel sangue per lei, come peraltro per il connazionale Stefanos, allenato dal papà Apostolos e di madre tennista pure lui, per quanto russa. E sicuramente un po' oscurata dal contemporaneo exploit di lui, che insomma s'era appena preso il lusso di battere tre Top 20 e guadagnarsi una finale sulla Pista "Rafa Nadal" niente meno che contro il padrone di casa.

In questo senso é stata un po' sfortunata, la ragazza - 22 anni, fisicaccio notevole, sguardo fiero, quasi feroce - perchè il suo posto sul palco se l'è conquistato questa settimana, ma non nella maniera migliore. L'episodio che l'ha coinvolta, facendo parlare di lei suo malgrado, è avvenuto agli Internazionali d'Italia nella partita contro Karolina Pliskova.

Chissà se la conosceva e che cosa si aspettava da lei la Pliskova, che la incontrava appunto ieri per la prima volta nel suo match d'esordio al Foro Italico... Sicuramente Maria non si è conquistata sul campo le simpatie della ceca.

L'episodio è noto, ma ripercorriamolo un attimo: siamo sul 5-5 del III set di un match tiratissimo, pieno di capovolgimenti. Sul 30 pari, Karolina serve bene e Maria risponde come può, scentrando completamente la palla. Ma questa ricade nel campo della ceca. Che quindi è costretta allo smash. Lei lo tira, diciamo, non proprio in sicurezza, ma comunque dentro il rettangolo di gioco. Però si leva una timida chiamata del giudice di linea... Pliskova manco la sente, è convinta di aver realizzato il punto (e pure avrebbe ragione). Ma l'arbitra che scende a controllare il segno ... ehm ... non lo trova più. E allora chiede al giudice di linea. Niente da fare. L'unica risorsa è la stessa Maria: se lei ammette che la palla è buona, il punto va a Karolina, amen.

E qui arriva il momento che mi fa esclamare: "Ahi, Maria!". Perchè la ragazza fa la vaga. Dice di non aver visto. E sappiamo bene che nel 99% dei casi ciò significa: "L'ho vista benissimo, ma se dico la verità perdo il punto". Forse, visto che parliamo di WTA, possiamo anche fare 100%. Perchè, tra i maschi, i gentlemen della racchetta esistono eccome e rubacchiare un punto è considerato comportamento assai disonorevole. Ma tra le ragazze è diverso, c'è veramente parecchia sportività in meno e feroce rivalità in più. Sicchè è quasi "normale" che Maria si comporti come avrebbero fatto in tante, forse tutte, considerato anche quanto potesse essere importante quel punto per lei. A 22 anni, a Roma, battere la numero 5 del mondo... e quando le ricapita?

In effetti Karolina non se l'è presa più di tanto con lei, nè il suo atteggiamento ha fatto tanto scalpore quanto la furia della ceca che si è abbattuta sul malcapitato seggiolone dell'arbitra (lei sì veramente pessima, comunque). Però diciamo che per presentarsi al grande pubblico non è stato il biglietto da visita ideale per Maria. Al punto che, invece di raccontare la storia della sua ascesa, alla fine ho deciso di parlare di lei per questo episodio.

Non si fa, Maria, non si fa... Hai 22 anni e una carriera davanti. Impara dagli errori e sicuramente farai strada. E otterrai più copertine per i meriti che per gli episodi un po' incresciosi. Perchè i mezzi ci sono. E il resto a poco a poco verrà.

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